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MILLE
CACIOTTE, UNA CASCIOTTA
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Parlare di Caciotta è troppo
poco, anzi è sbagliato, perché si tratta
di una definizione troppo generica.
E altresì una definizione banale perché
comprende tanti formaggi diversi, prodotti per lo più
nelle regioni dellItalia centrale: oltre nelle
Marche, in Puglia, Lazio, Umbria, Toscana, e in parte
anche in Abruzzo e Molise.
La dizione Caciotta indica grosso modo un formaggio
a forma rotonda, tendenzialmente bassa, arrotondata
nei fianchi, del peso attorno al kg, non molto stagionata,
di sapore prevalentemente dolce e delicato.
Prodotta con latte diverso, ovino, caprino, vaccino,
misto, intero e non, a livello sia amatoriale e familiare,
sia artigianale, industriale e consortile, da piccoli
caseifici di collina come da grandi caseifici e dalle
industrie casearie.
Anche la stagionatura varia, da quella minima di 15-20
giorni a quella più importante e marcata che
va dai 30 ai 60 giorni e raramente di più.
Anche i metodi di stagionatura cambiano.
Si va da quelli in ambienti artificiali ad altri in
luoghi naturali con microclima vocato (relativamente
a temperatura, umidità, aerazione, assenza di
luce, ecc...).
Quindi il nome di Caciotta è troppo vago e indistinto,
anzi può risultare deviante, per indicare la
vera Casciotta dUrbino.
Le caratteristiche mercantili di tali Caciotte si riferiscono
alla sottigliezza della crosta, abbastanza asciutta,
ma non sempre; alla pasta molle e morbida; alla occhiatura
variabile, più o meno fine; al sapore talvolta
piccante e aggressivo, ma molto più spesso delicato
e flebile.
Questo perché il formaggio viene distribuito
troppo fresco e senza adeguata e diligente stagionatura
e nel contempo viene ottenuto da latte quasi esclusivamente
vaccino, per cui anche se il consumatore pur avvertito
provvedesse in proprio ad aumentare i tempi di stagionatura,
il sapore espresso non si incrementerebbe più
di tanto, offrendo poca soddisfazione al palato.
Confortati dai primi successi e realizzato un caseificio
cooperativo (Cooperativa del Petrano), si iniziò una
ricerca storica sulle origini della “Casciotta” ed il
4 Aprile 1979 venne inoltrata al M.A.F. istanza di riconoscimento
della denominazione di origine.
Dopo il parere favorevole del Comitato nazionale per
la tutela espresso il 17 Luglio 1981, il Presidente
della Repubblica emise il decreto di riconoscimento
della Denominazione di Origine del formaggio “Casciotta
di Urbino”.
Dopo alterne vicende dovute anche alle difficoltà economiche
che negli anni ’80 incontrarono alcuni caseifici e grazie
soprattutto alla spinta della Cooperativa del Petrano,
che aveva sempre continuato a produrre “Casciotta di
Urbino” e che nel frattempo era entrata a far parte
del Gruppo Fattorie Italia.
In data 6 Luglio 1992 venne costituito il Consorzio
volontario per la tutela del formaggio denominato “Casciotta
di Urbino”.
Formato da una base sociale di 12 soci, il Consorzio
ha presentato in data 6 Ottobre 1992 ai Ministeri competenti
Istanza per ottenere l’incarico di vigilanza sulla produzione
e sul commercio della “Casciotta di Urbino”.
La sede legale del Consorzio è stata fissata per statuto
Presso la C.C.I.A.A. di Pesaro, mentre la sede operativa
è situata in Montemaggiore al Metauro (PU) presso la
sede del Consorzio “Fattorie Marchigiane”, il principale
produttore di “Casciotta di Urbino”.
Attualmente sono in fase di attuazione i progetti ed
i programmi già approvati dal consiglio di amministrazione.
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DI
CASCIOTTA CE N'E' UNA SOLA
La vera Casciotta
dUrbino è prodotta esclusivamente
nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino, secondo
tecniche casearie di radici antiche, consolidate nei
secoli, rigidamente regolamentate.
Il primo Disciplinare venne formalizzato con decreto
del Presidente della Repubblica del 30 marzo 1982, che
ne riconobbe la specifica D.O. Tale Disciplinare è
stato integrato e modificato con la Denominazione di
Origine Protetta, D.O.P., tuttora vigente.
La D.O.P. sancisce che la Casciotta dUrbino
è un prodotto le cui caratteristiche organolettiche
e merceologiche derivano prevalentemente dalle condizioni
ambientali e dalle consuetudini di fabbricazione esistenti
nella zona di produzione.
Naturalmente la D.O.P. è riservata solamente
al prodotto in possesso di tutti i requisiti che gli
offrono una peculiare connotazione: la Casciotta
dUrbino è formaggio grasso a pasta
semicotta, ottenuto con latte di pecora intero in misura
variabile da un minimo del 70 ad un massimo dell80%,
e di latte di vacca intero per il restante 20-30% proveniente
da due mungiture giornaliere.
Il latte è coagulato ad una temperatura di 35°C
circa con caglio liquido e/o in polvere.
Il formaggio viene sottoposto ad una pressatura manuale
con tecnica caratteristica, in stampi idonei.
La salatura viene effettuata a secco, ovvero alternando
la salamoia alla salatura a secco. Il periodo di maturazione
previsto è di 20-30 giorni in ambienti a temperatura
di 10-14°C e con umidità di 80-90%.
E usato come formaggio da tavola e presenta le
seguenti caratteristiche merceologiche e organolettiche:
dimensioni: altezza da 5 a 7 cm; diametro da 12 a 16
cm;
forma: cilindrica a scalzo basso con facce arrotondate;
peso: di grammi 800 circa le forme più piccole,
di gr. 1200 circa le forme più grandi;
colore della pasta: bianco-paglierino;
sapore: dolce, caratteristico del latte di provenienza;
struttura della pasta: con lieve occhieggiatura, molle,
friabile;
crosta: sottile, dello spessore di circa 1 mm.;
confezione esterna: colore paglierino;
grasso sulla sostanza secca: minimo 45%.
Allatto della sua immissione sul mercato deve
essere munito del contrassegno indicato nel Decreto
di riconoscimento, a garanzia della rispondenza del
prodotto alle specifiche prescrizioni normative.
La maturazione del formaggio è piuttosto rapida
e, pertanto non viene sottoposto ad ulteriore stagionatura.
Per quanto riguarda il sapore naturalmente è
dolce ma pieno, piacevolmente acidulino, gradevole.
Inconfondibile la tipica, sottile, buona fragranza aromatica,
in quanto la sua giovane vita evidenzia particolarmente
la componente aromatica del latte.
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LA
LAVORAZIONE CASEARIA
Al caseificio giunge il latte fresco
intero sia bovino che ovino, direttamente e quotidianamente
dai produttori (pastori, contadini, allevatori, coltivatori
diretti; privati, soci, imprenditori agricoli, cooperative)
a seguito di raccolte mirate ed alternate in tutta la
zona (ed esclusivamente in essa) di produzione della
D.O.P.
Il latte viene raccolto e trasportato in apposite cisterne
in modo che, neppure nelle prime ore di vita, subisca
alterazioni nella sua composizione, con particolare
riferimento allacidità e alla carica batterica.
Arrivato al caseificio il latte viene sottoposto ad
analisi chimiche e batteriologiche.
Il latte viene uniformemente refrigerato a 4° C
costanti e pulito con macchine moderne che ne eliminano
le eventuali impurità grossolane legate alla
fase di mungitura.
La successiva lavorazione prevede laggiunta di
fermenti lattici e caglio, tradizionalmente di vitello,
giustamente considerato il più naturale, tantè
vero che viene anche utilizzato nella produzione di
importanti formaggi italiani.
Dopo 20-30 minuti dallaggiunta del caglio si procede
alla rottura della massa cagliata, fino alla caratteristica
grandezza di una nocciola.
Si lascia riposare e si estrae il siero (destinato peraltro
alla produzione di ricotta) e si immette la cagliata
negli appositi stampi bucherellati per lasciare passare
il siero residuo.
Gli attuali stampi utilizzati sono di plastica perché
sanificabili, mentre un tempo erano di terracotta, di
ceramica, di legno o di vimini.
La D.O. prevede, in proposito, la pressatura, che del
resto viene delicatamente effettuata con le mani, sovrapposte
e impegnate in una consueta roteazione, ma anche nelle
successive fasi di rivoltamento, in modo che il formaggio
assuma la sua caratteristica forma rotondeggiante a
scodella.
Una volta asciugata e rassodata, la giovane Casciotta
dUrbino viene immessa in salamoia, o salata
a secco, secondo tradizione.
Successivamente collocata nelle celle frigorifere per
la fase di maturazione, di almeno 20 - 30 giorni, allideale
e costante temperatura di 10 - 12° C., con una umidità
attorno all80 - 90% e in presenza di una leggera
ventilazione.
Per evitare leventuale insorgere di muffa (che
indubbiamente è un ulteriore segno di naturalità
del prodotto); una parte della produzione di Casciotta
dUrbino viene specificatamente rivestita
di una cera trasparente e lucida che protegge la crosta.
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