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IN
CUCINA DA PROTAGONISTA
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La Casciotta dUrbino
riesce ad esprimere grande duttilità negli usi
gastronomici.
Lutilizzo va perseguito con criterio, misura,
privilegiando e garantendo i sapori, ma con garbo, secondo
esperienza, provando e riprovando, secondo fantasia
e gusti personali.
Lutilizzo è legato a preparazioni tendenzialmente
veloci e brevi, abbastanza saporite, semplici, sane,
ricche di apporti proteici, digeribilissime, tradizionali
ma anche creative e moderne, sulla scia di altri formaggi
legati a ricette tipiche e consolidate, comunque tendenzialmente
delicate.
Prima di ogni uso è consigliabile assaggiare
le Casciotte utilizzate, che possono risultare - a seconda
del grado di maturazione - più o meno saporite
salate e grasse.
Ciò va tenuto in considerazione non solo nella
salatura complessiva del piatto, ma anche nelle singole
destinazioni, considerando che le varie cotture (e lincontro
con altri ingredienti) modificano sensibilmente il sapore
originario del formaggio.
Sapore che, è giusto rimarcarlo ancora una volta,
è in prevalenza delicato.
La Casciotta dUrbino rappresenta un
momento di arricchimento per tanti piatti, ove entrano
in campo ingredienti base come uova e prosciutto; al
posto di tanti anonimi formaggi; in simbiosi e assieme
ad altri latticini.
Lo scopo è quello di rinforzare equilibratamente
i sapori e conferire morbidezza ai piatti.
E un formaggio che non può essere relegato
al solo uso da tavola: ovviamente può essere
goduto da solo con pane rustico, in un semplice spuntino
ed il risultato è già più che apprezzabile.
Nelle cene a base di prodotti caseari misti e selezionati
la Casciotta si conferma quale protagonista
fra i formaggi freschi e per fare da battistrada.
Per tradizione è servita semplicemente e rusticamente
con pane montanaro o comune assieme a salumi, lardo,
prosciutto, Ciauscolo ed altri a piacere
e secondo la disponibilità della mensa.
Non è male se servita con fette di buona polenta
abbrustolita, che ne esalta il sapore.
Ritornando agli usi di cucina occorrerà utilizzarlo
limitando il ricorso ad ingredienti troppo impegnativi
e pesanti come burro, grassi di cottura, panna, lardo
e pancetta, olio di semi vari; leccezione riguarda
un buon olio extravergine di oliva da proporre preferibilmente
a crudo sul piatto o a freddo nelle emulsioni e salsine
di cottura.
La Casciotta dUrbino può avere
un ruolo da protagonista in occasione di colazioni,
merende, pic-nic, pranzi, cene, rallegrando una convivialità
semplice, immediata, rassicurante e riconoscibile, peraltro
congeniale ai ritmi e agli stili di vita odierni.
Ad esempio è sorprendente il suo gradimento se
viene offerta a dadetti o a listarelle (che si colgono
con i soliti stuzzicadenti o le più eleganti
e pratiche forchettine) in tante occasioni, dai momenti
dellaperitivo, ai buffet, alle soste di lavoro,
ai ricevimenti più o meno mondani e di ogni tipo.
In sintesi gli usi in cucina e a tavola sono determinati
dal grado di maturità e quindi di sapore e morbidezza
del formaggio: se molto fresco ad esempio è più
indicato nelle mantecature e nelle salse; se un po
più consistente e mediamente maturo entra nelle
farciture e nei ripieni.
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UN
PIATTO UNICO IDEALE
La Casciotta
dUrbino viene esaltata quale piatto unico
ideale; occorrerà pertanto arricchirla e presentarla
con tanti ingredienti complementari capaci di valorizzarla
come tante tessere di un mosaico.
Lelenco è lungo e vario e la scelta che
ne risulta è ampia e accattivante.
Innanzitutto sulla tavola, accanto al formaggio, non
dovrebbero mai mancare lampollina o la bottiglia
di un buon olio extravergine di oliva tendenzialmente
delicato e non eccessivamente piccante (ad esempio tanti
oli doliva marchigiani rispondono a questi requisiti)
e il pepe, da macinare al momento.
Molto utili le erbe aromatiche a piacere, stagionali,
rigorosamente fresche o di recentissima raccolta, finemente
tritate.
Anche laglio può andar bene, preferibilmente
fresco, primaverile o dinizio estate.
Se maturo se ne può eliminare il germoglio tagliandolo
a metà.
Più vocate invece le insalatine fresche e stagionali,
selezionate, ben lavate ed asciugate, assemblate e proposte
a foglioline, à la julienne, cioè
tagliate a strisce sottili e lunghe 2-3 cm.; ma nel
contempo proposte quali guarnizioni alla base del piatto
di portata, da godere assieme al formaggio.
Ricordiamo le più note, come scarola, indivia,
lattuga, valerianella, borragine, ricciolina, pimpinella,
crescione, radicchi di campo ma non solo, cicorino e
altre.
Indicati anche gli ortaggi, accattivanti e soprattutto
freschi, come coste e cuoricini di sedano; pomodori;
ravanelli; cipollotti; baccelli di fava cruda; cetrioli;
fagioli lessati (borlotti, cannellini, grossi di Spagna,
ecc.), cipolla rossa di Tropea, finemente affettata,
eventualmente ingentilita lavandola in acqua calda poi
risciacquata in acqua fredda corrente e ben sgocciolata
ed asciugata. Olive ascolane verdi, grosse, carnose.
Frutta secca dellultima raccolta come pinoli,
noci, nocciole, mandorle.
Pere (e non sembri solo una banalità e un luogo
comune) nelle diverse varietà stagionali: William,
rossa e verde; Conference; Guyot; Abate; Kaiser; Passacrassana;
Decana del comizio; ma anche fichi freschi.
Un bel pinzimonio di ortaggi freschi e di stagione (fuori
stagione accade spesso di apprezzarne il colore ma non
i relativi sapori), conditi con sale marino grosso,
eventualmente pepe appena macinato, buon olio extravergine
di oliva, e a piacere poche gocce di un profumato buon
aceto di vino o di succo di limone.
Ampia scelta anche tra i più svariati contorni
e cibi vari: patatine fritte; funghi freschi in insalata
a crudo; uova sode; funghi trifolati; legumi e cereali,
patate lessate allolio doliva e prezzemolo
tritato; verdure miste grigliate: radicchio trevigiano
in primis, radicchio di Chioggia, insalata belga, melanzane,
pomodori maturi, patate, peperoni.
Per tradizione la Casciotta si è
sempre proposta con fave, salumi, manufatti suini stagionati.
Importante il pane prescelto, tra le tante tipologie
prodotte nel nostro paese: casareccio, comune di campagna,
montanaro, integrale nero, non condito e
rustico, insipido, toscano, pugliese, ferrarese, ciabatta
di Napoli, di segala.
Tra i più indicati linsipido che evidenzia
la dolcezza del formaggio.
Altresì interessanti, per la riuscita di una
cenetta a base di Casciotta dUrbino,
pizze salate, piade, gnocchi fritti, ecc.
Ma anche polenta, fine o calibrata, di breve o preferibilmente
lunga cottura, calda, fumante, cremosa, oppure affettata
e abbrustolita o scaldata al forno, sia nella diffusa
ed abituale versione gialla che in quella gentile e
rara versione bianca.
La Casciotta dUrbino può trasformarsi
in un piatto unico pomeridiano o proposta per un dopo
cena, se tagliata a fettine e posta sul piatto di portata
assieme ad alcuni cucchiaini di varie confetture e marmellate.
Ma anche con fichi caramellati, miele di acacia e altro
a piacere.
In questo caso è indicato un vino passito di
medio corpo.
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RICETTE

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| Ingredienti
per la pasta |
200 gr. di farina
2 uova
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| Ingredienti
per il ripieno |
2 carciofi
100 gr. di cipolla tritata
1 uovo, noce moscata
poco sale, olio q.b.
100/120 gr. di Casciotta d'Urbino
50 gr. di parmigiano
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| Ingredienti
per la salsa |
60 gr. di burro
100 gr. di finocchio selvatico
50 gr. di pomodorini a dadini
50 gr. di Casciotta d'Urbino
olio q.b.
80 gr. di fave bollite e sbucciate
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| Preparazione |
Preparare una normale pasta all'uovo,
lavorarla bene e lasciarla riposare
coperta con della carta pellicola.
A parte preparare il ripieno con un
fondo di olio e cipolla tritata, aggiungere
i carciofi precedentemente mondati
e tagliati in julienne.
Unire un pizzico di sale e un goccio
d'acqua.
A fine cottura frullarli insieme alla
Casciotta d'Urbino, l'uovo, la noce
moscata e il parmigiano.
Stendere la pasta all'uovo sottilmente
e con un coppa-pasta ricavarci dei
dischetti rotondi, farcirli con il
ripieno di carciofi e Casciotta d'Urbino
e chiuderli a mezza luna.
Cuocerli in acqua salata e condirli
saltandoli in padella con burro, barba
di finocchio selvatico, fave sbollentate
e sbucciate.
Sistemarli nel piatto e decorare con
pomodorini e scaglie di Casciotta
d'Urbino.
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| Ingredienti |
50 gr. di Casciotta d'Urbino
50 gr. di carote
50 gr. di peperoni
50 gr. di zucchine
2 foglie di lattuga
10 gr. di burro
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
1 uovo sodo
10 gr. d'olio extra vergine di oliva
50 gr. di piselli
50 gr. di panna da cucina
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| Preparazione |
Tagliare le carote, le zucchine e
i peperoni in listarelle, disporre
sulle foglie di lattuga la Casciotta
d'Urbino ammorbidita con la panna
da cucina e uniformemente disporre
le verdure.
Salare e spalmare abbondantemente
con il burro sciolto in precedenza,
quindi avvolgere la lattuga attorno
alla Casciotta d'Urbino formando dei
rotoli.
Far raffreddare in frigorifero per
circa un'ora.
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| Per
lo zabaione |
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Frullare per qualche minuto l'uovo,
i piselli precedentemente lessati,
l'olio e un pizzico di sale e pepe
fino ad ottenere una crema omogenea.
Stendere due cucchiai di crema per
ogni piatto, quindi tagliare l'involtino
di fette di almeno 3 o 4 cm e disporle
sopra la crema.
Servire subito.
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| Ingredienti
per 2 persone |
250 gr. di latte
100 gr. di zucchero
2 tuorli d'uovo
20 gr. di farina
10 gr. di fecola
150 gr. di Casciotta d'Urbino
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| Preparazione |
Montare
i tuorli e lo zucchero, unire
la farina e la fecola setacciati.
Aggiungere il latte bollente,
amalgamare bene e portare a
ebollizione per 5 minuti girando
bene.
Fare una fonduta con 250 gr.
di latte, 30 gr. di farina e
30 gr. di burro; aggiungere
la Casciotta d'Urbino e far
fondere.
Una volta fuso unirla al composto
base.
Passare al cutter le fragole
e e le pere.
Decorare poi con purea e perline
di fragole e pere.
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IL
GIUDIZIO DEGLI ESPERTI
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Zoonomo,
consulente caseario, assaggiatore di formaggi
e docente ONAF |
"Una bocca pulita pervarsa dal delicatissimo
aroma di latte e burro"
Forma: tonda, con scalzo
molto convesso;
superficie: liscia,
senza difetti;
colore crosta: giallo
paglierino chiaro;
occhiatura: al taglio
esprime occhiatura a occhio di pernice;
buccia: sottilissima;
colorazione pasta:
più intensa nella parte esterna, più
chiara verso la parte interna;
odore: lieve, con ricordi
di latte in quanto prodotto fresco (nel caso di
formaggio più stagionato prevalgono sentori
di frutta secca, come noci e nocciole); profumi
di erba verde, leggermente fermentata gradevole
allolfatto e che non disturba affatto;
sapori: notoriamente
il formaggio matura dallesterno verso linterno,
per cui appena sotto la crosta si trovano gli
odori e i sapori più intensi (e talvolta
anche più amari);
struttura della pasta:
molto compatta, poco elastica, grumosa, scarsamente
adesiva ai denti in quanto sufficientemente solubile
nonostante la sua freschezza; in bocca la saliva
avvolge il formaggio e non si creano pastosità
e adesività fastidiose ai denti. Se si
creasse tale condizione negativa il prodotto sarebbe
da scartare, tranne che non ci si aiuti col pane
per rendere più appetibile il formaggio;
retrogusto: una volta
digerito il formaggio, la bocca resta pulita,
pervasa dal delicatissimo aroma di latte e burro,
appena percettibile un piacevolissimo e gradevole
pizzicore (che ovviamente si avvertirebbe ancor
di più a formaggio più stagionato,
unitamente al sentore di frutta secca e maggiormente
di burro).
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Degustatrice
e docente ONAF, chef e sommelier. |
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Chef
e sommelier. |
"Un formaggio digeribile e delicato, ideale
come piatto unico"
La forma e laspetto
della Casciotta dUrbino sono
ideali perchénon troppo grossi.
Esternamente esprime un bel colore
latte.
La consistenza della
pasta è compatta ed elastica; le
occhiature sono miste, tendenzialmente
piccole e ben concentrate nella parte interna
del formaggio, il che sta a significare che i
microrganismi della fermentazione hanno lavorato
bene.
La buona elasticità e la coesione molecolare
evidenziano la buona tipologia del prodotto e
la sua qualità.
La percezione olfattiva
è incisiva e nel contempo delicata, di
notevole equilibrio; la buona aromaticità
legata al latte di pecora è la prima cosa
che si riscontra e che colpisce del formaggio;
fondamentale è il profumo
di latte con note dolci che ricordano il burro.
Il sapore è
delicato ma deciso, il latte di pecora si percepisce
bene ma non disturba, anzi è piacevole
e nel contempo grassettino.
Consentiteci una osservazione personale.
La Casciotta dUrbino prodotta
da aprile a ottobre è caratterizzata vieppiù
dal latte più erbaceo ed amarognolo
ottenuto dallalimentazione fresca e verde;
mentre lalimentazione invernale a base di
fieno contribuisce a far esprimere al formaggio
profumi più aromatici, fragranti e dolci.
E formaggio di buona qualità, digeribile
e nutrizionalmente valido, ideale da proporre
quale piatto unico.
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